L’Italia Dialettale
Fondata da Clemente Merlo, L’Italia Dialettale è la più antica e la più prestigiosa rivista italiana di dialettologia.
Ha visto la luce, col suo primo numero, nel 1925. E da allora, uscendo con una costanza che solo la seconda guerra mondiale e poco altro hanno potuto scalfire, è di volta in volta riuscita ad annoverare, fra i suoi collaboratori, molti dei massimi esperti, italiani e non italiani, delle cose linguistiche d’Italia: per altro annoverandoli nel pieno rispetto delle posizioni scientifiche di ciascuno, perché, come ebbe a scrivere il suo fondatore a p. 2 del Proèmio al primo volume, «la nuova rivista si dichiara pronta ad accogliere anche lavori di altre scuole, …, e porterà rispetto a ogni opinione, la quale non suoni irriverenza, ingiuria ai Maestri che ci hanno spianata la via».
Clemente Merlo la diresse, per 23 numeri, sino alla sua morte, nel 1960. Gli succedé Tristano Bolelli, suo allievo, che la diresse per oltre quarant’anni. Dal numero 65 (2004), la direzione è stata assunta da Franco Fanciullo.
Come già nelle intenzioni del suo fondatore, L’Italia Dialettale (un’ “Italia dialettale” che include i dialetti di tipo italiano parlati oltre confine e, nello stesso tempo, non esclude i dialetti di tipo non-italiano parlati entro il territorio nazionale) è aperta a tutti, senza preclusioni d’alcun tipo – fatta però salva la scientificità.
Direzione Scientifica:
Franco FANCIULLO
Comitato Scientifico:
Michele LOPORCARO
Martin MAIDEN
Giovanna MAROTTA
Max PFISTER
Alfredo STUSSI
Alberto ZAMBONI.
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