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Eventi
epocali del Novecento
L’ideazione di questo itinerario di lavoro trova il suo principale fondamento nella necessità di suscitare e sostenere l’interesse negli studenti per lo studio della storia. Infatti questa disciplina, per sua natura interdisciplinare, che dovrebbe accrescere la coscienza della complessa dimensione sociale e temporale dei fenomeni che segnano non solo la vita dei popoli, delle istituzioni, ma anche tanta parte dei destini individuali, spesso, nella percezione dei nostri allievi, non è ricondotta al presente, con i suoi grandi scenari epocali, nè, ancor meno, alle domande, alle aspettative e paure che agitano i loro orizzonti di vita.
Sfugge, mi pare, in misura significativa, nelle giovani generazioni la dimensione delle anonime potenze, naturali e storiche, da cui siamo, più o meno inconsapevolmente, condizionati e con essa anche la necessità di coltivare la memoria.
Certo, divenire coscienti di quanto ci influenza, ci plasma, rendendendoci conto di come siamo diventati ciò che siamo e di ciò che potremmo ancora essere, non è semplice: è l’impegno di una vita. Entro questo lavoro di ricerca - che ognuno dovrebbe poter coltivare e che non può essere affidato all’avventura personale, ma all’interno del quale la scuola si deve collocare come l’agenzia più qualificata a offrire stimoli, conoscenze e strumenti efficaci, entro curricula flessibili ma chiaramente definiti - la scelta di affrontare in modo sistematico lo studio della storia privilegiando l’ottica narrativa mi è sembrata utilmente percorribile, per la possibilità che essa offre di avvicinare e scandagliare i fenomeni storici attivando il coinvolgimento emotivo e ideativo degli allievi, condizione indispensabile, anche se non sufficiente, di ogni proficuo processo di apprendimento.
Questa pratica, che si avvale della lettura integrale di romanzi o di brani opportunamente selezionati e della visione di film di indiscusso valore, è in grado di rivelare già in maniera intuitiva, se adeguatamente sostenuta, i legami della Storia con la dimensione quotidiana della vita delle persone e con l’esistenza individuale, alimentando, ritengo, un primo sapere interiorizzato, cioè capito e ricordato che crea le motivazioni per affrontare il difficile lavoro che consente di penetrare entro la complessità del processo storico.
Il progetto di quest’anno (2008-2009) si è proposto di favorire la conoscenza approfondita e critica dei principali eventi della storia contemporanea, con particolare attenzione ai drammi epocali del Novecento e al travagliato processo che ha determinato un ampliamento degli ambiti di potere e libertà acquisiti sul piano individuale e sociale nel nostro più recente passato.
Il nostro lavoro è stato condotto intorno all’ultimo romanzo di Dacia Maraini, Il treno dell’ultima notte, che, attraverso le vicende dei suoi personaggi, ricostruisce fedelmente e con rigore storico fatti realmente accaduti, riportandoci non solo alla sofferenza, al dolore, alla disperazione che si accompagnano alla storia della Shoah, ma anche alle domande e alle responsabilità che da essa derivano per ognuno di noi.Il libro infatti accompagna il lettore, con Amara, la protagonista, che parte nel 1956 dalla nostra vicina Firenze, in un’Europa divisa a metà dalla cortina di ferro, che ancora presenta evidenti i segni delle rovine e delle miserie prodotte dal nazismo, dal fascismo, dalla seconda Guerra Mondiale. Ascoltando testimonianze, rivivendo esperienze, visitando luoghi, affidati alle pagine del libro, lucide e magnetiche, siamo stati infatti ricondotti indietro nel tempo, a un Capolinea e a una Svolta per la storia dell’umanità, all’evento che non può più essere passato sotto silenzio: alla Shoah, il più cinico, il più brutale, il più ripugnante, il più nefando assassinio di massa.
Gli studenti hanno letto integralmente il romanzo, ma per favorire il confronto fra le classi aderenti al progetto, motivare la ricerca, stimolare l’interesse per una più profonda interpretazione del testo, sono stati organizzati, a partire da novembre, incontri variamente articolati che hanno visto la presenza sia di attori che di esperti. A coronamento del lavoro fatto, abbiamo avuto il piacere e l’onore di parlare con Dacia Maraini, la quale, il 3 marzo 2009 è venuta a Prato a incontrare gli studenti e gli insegnanti.
La scelta di far intervenire a scuola attori professionisti risponde al bisogno di recuperare lo spazio riservato al racconto orale, di antica memoria e intramontabile fascino, che sviluppa e libera il filo delle sensazioni che passano tra il corpo di colui che narra e quello dell’ascoltatore, entro un tessuto profondo di rispondenze e di echi, fino a creare, nelle performance riuscite, un rapporto di empatia e risonanza che valorizza le profondità del testo, oltre le immagini, le informazioni, le spiegazioni che pure trasmette e contiene. Le forti emozioni che riceviamo dai grandi romanzi passano innanzitutto attraverso lo stile, la musicalità di fondo presente nel testo, che il lettore più avvertito riconosce, e che la voce dell’attore è in grado di far risaltare, che dà vita a quella che Roland Barthes ha chiamato verticalità carnale, su cui occorrebbe, forse, più a fondo indagare, anche nei suoi riflessi sul piano pedagogico implicati nello stesso studio della storia.
Le lezioni, tenute da docenti universitari o da studiosi, hanno consentito a un auditorio, composto mediamente da 200 persone, di avvicinarsi alle interpretazioni offerte dalla riflessione filosofica e che tanto contribuiscono a chiarire i molteplici fattori implicati nella determinazione dei processi storici fondanti. La presenza a scuola di esperti - portatori di un sapere non contemplato dai percorsi formativi degli allievi di istituti professionali – ha sicuramente rappresentato un segnale di fiducia e un credito nei riguardi degli studenti che li chiama a rispondere in maniera adeguata alle aspettative, attivando così potenzialità, che, in condizioni diverse, all’interno dell’angusta, spesso asettica aula scolastica, non emergono.
L’incontro con una scrittrice nota a livello internazionale, qual è indubitabilmente Dacia Maraini, ha confermato che eventi di questo genere sono occasioni che motivano, impegnano e gratificano, fino a lasciare tracce profonde che si sedimentano nel tempo della coscienza con esiti positivi, anche se non immediatamente quantificabili, come avviene in ogni vera relazione e in ogni processo di apprendimento che rivela la propria efficacia nel farsi delle scelte, quando la memoria, conscia e inconscia, riemerge.
Eventi epocali del Novecento è un progetto al quale ho cominciato a lavorare nel giugno 2008 presentandolo nell’ambito dei progetti inseriti nel POF e che, in collaborazione con i colleghi e con gli studenti dell’IPS ‘Francesco Datini’, si è concluso nell’aprile del 2009.
Sin dall’inizio dell’anno scolastico 2008-2009 esso è stato incluso nel progetto integrato Processi democratici e conflitti nel mondo contemporaneo. La memoria degli altri al quale aderiscono, insieme a enti e istituzioni pratesi, anche altri Istituti di Istruzione Superiore della città e che, proprio quest’anno scolastico ha eletto come tema Processi democratici e conflitti nel mondo contemporaneo. Dalla seconda guerra mondiale alla guerra fredda. Berlino città simbolo del Novecento. Le attività promosse intorno al libro Il treno dell’ultima notte hanno così trovato piena corrispondenza con le finalità e con le tematiche del progetto integrato.
Un gruppo di alunni che ha lavorato a Eventi epocali del Novecento dal 22 al 26 Marzo 2009 ha compiuto un viaggio a Berlino, ai luoghi della memoria usufruendo di un contributo economico reso disponibile dalla UNICOOP Firenze - Sezione Soci di Prato, partner storico del progetto integrato. Al ritorno da Berlino, abbiamo integrato la documentazione in nostro possesso attingendo dal web informazioni e materiali integrativi che hanno aiutato a illustrare e a visualizzare i contenuti della nostra indagine. Questa metodologia di lavoro ci ha permesso di partecipare il 30 aprile alla IX edizione dell’incontro-dibattito Un cd-rom per la letteratura italiana organizzato dal Dipartimento di Studi Italianistici dell’Università di Pisa e svoltosi sul tema Raccontare la storia d’Italia. Comprendere il nostro passato attraverso la letteratura e le fonti informatiche.
Dal 20 maggio tutti i materiali di Eventi epocali del Novecento sono on-line sul sito del Dipartimento di Studi Italianistici.
Calendario degli incontri:
Primo incontro (25 novembre 2008): La fisica del Novecento: una rivoluzione mondiale, lezione del Prof. Roberto Spighi, docente dell’Università di Bologna, il quale ha delineato in modo chiaro ed avvincente, entro un quadro essenziale ma organico, le scoperte avvenute nel campo della fisica nel secolo scorso, che hanno modificato non solo la tecnologia, ma più in generale la storia culturale, con profonde ripercussioni sull’immaginario e l’universo delle arti. In particolare ha chiarito la relazione organica fra la nascita della nuova fisica e della “teoria dei quanti” e la nascita del nuovo romanzo novecentesco. Più in generale la lezione ha contribuito a far riflettere sulle responsabilità dello scienziato e della scienza e il rapporto che essa mantiene col potere economico e politico.
Il secondo incontro (1dicembre 2008) è stato dedicato al tema del viaggio, assolutamente centrale nel romanzo della Maraini. L’attrice Siliana Ara Fedi ha dato lettura di pagine scelte dell’opera: dopodiché sono intervenuti studenti e insegnanti che hanno arricchito la mappa delle significazioni del viaggio come esperienza universale, sorta di metafora della vita, con letture e indicazioni di percorsi di lavoro condotti in classe, incentrati sull’opera di altri autori e corredati di una ricca iconografia (Invito al viaggio: Goethe, Viaggio in Italia e I simbolisti francesi e l'arte). Mediante visioni ricche di fascino abbiamo voluto ribadire - anche in questa occasione attenta alla storia e al suo linguaggio, e in particolare ai limiti imposti all’incontro fra genti e culture diverse dalla guerra fredda, la fondamentale importanza del viaggio come scoperta estraniante e liberatoria. L’intento che ci ha guidato, insomma, era di far riaffiorare, seppur parzialmente e per bagliori, le voci della preziosità della vita, nella sua multiforme bellezza che il viaggio dispiega, spesso divenendo scoperta dei valori più alti, universali, che l’uomo ha prodotto nella sua elaborazione culturale, nella consapevolezza della sua finitezza, superando le ombre più dense del suo essere, l’aggressività che uccide, la presenza, ineliminabile, di Thanatos.
Il terzo incontro (26 gennaio2009) è stato dedicato a una riflessione sul totalitarismo e sul pensiero di Annah Arendt (per una introduzione, rivolta agli studenti, all’opera della filosofa ebrea si rimanda alla lezione della Prof.ssa Giusi Chiaramonte) . L’attore Andrea Giuntini ha letto il capitolo 27 di Il treno dell’ultima notte e altri pagine essenziali dell’opera utili per conoscere le tappe che portarono dall’antisemitismo ai campi di sterminio e per comprendere i motivi che decretarono l’adesione delle masse al regime nazista. I temi della lettura sono stati ripresi e ampliati nella lezione tenuta dalla filosofa Daniela Belliti che, nella sua lezione intitolata Il totalitarismo e il pensiero di Hannah Arendt, ha messo in evidenza le origini sociali del sistema totalitario e ha spiegato la formazione e lo sviluppo di regimi totalitari nell’Unione Sovietica di Stalin e nella Germania di Hitler analizzando sia i caratteri fondamentali che le differenze dei nuovi regimi, ma soprattutto la funzione delle ideologie nei due apparati di potere.
Al quarto incontro (20 febbraio 2009) è stato dato il titolo Il Male estremo: la shoah e gli effetti del trauma. Ha aperto l’incontro l’attore Gabriele Tozzi che ha recitato i capitoli 57 e 58 di Il treno dell’ultima notte che rappresentano l’esito finale della ricerca di Amara e che ci riconducono di fronte al male radicale, nell’incubo di chi ha vissuto i più efferati esperimenti nei campi di sterminio. La lettura ha profondamente coinvolto i ragazzi suscitando una serie di domande in particolare sulla degradazione e destrutturazione dell’io prodotta in chi è disceso lungo i gironi di quell’inferno. Per tentare una ricognizione del complesso fenomeno è intervenuta la psicoanalista Valeria Egidi Morpurgo con la relazione L’universo mentale “nazista”. Un problema del nostro presente? che ha innanzitutto chiarito che quanto è successo a Dachau, ad Auschwitz entro il sistema concentrazionario nazista non è stato un folle disegno di individui demoniaci che si sono impadroniti con la forza del potere, ma il risultato di un complesso processo di colonizzazione delle coscienze e non solo. La nostra relatrice ha infatti indagato sulle basi psicologiche su cui si regge il regime totalitario, sulle fantasie terrorizzanti, ma anche sulle premesse di altra natura su cui si fonda la complicità e l’indifferenza. Ha inoltre trattato gli effetti del trauma della Shoah nelle vittime, negli aguzzini, fiancheggiatori e complici, infine si è chiesta, anche facendo riferimento alla testimonianza e all’opera di Etty Hillesum, come è possibile resistere a questo universo mentale e a questo sistema di potere che in forme diverse la storia ha riproposto. E proprio grazie alla presenza della psicoanalista Cristina Diana Canzio, italo/argentina, che è intervenuta in qualità di studiosa e testimone dei fatti, l’analisi del problema è stata estesa a un più vicino presente: al fenomeno del terrorismo di Stato negli anni ’70, con un’attenzione particolare all’Argentina, suo paese, durante la dittatura, e all’emblematica sorte che ha colpito i desaparecidos e i loro discendenti (Identità anonime e Identità espropriate) . La conoscenza dello Sterminio deve indurci infatti a considerare il pericolo del silenzio e dell’indifferenza da parte degli individui e delle nazioni di fronte alle violazioni dei diritti umani.
Quinto incontro: il 3 marzo 2009 è intervenuta Dacia Maraini. L’atteso appuntamento era stato preparato individuando le domande da proporre all’autrice in un’intervista che consentisse di chiarire curiosità e dubbi già emersi nel dibattito in classe. Le classi III e IV hanno formulato quesiti sulle esperienze affettive e relazionali dei personaggi della storia, addentrandosi nella ricognizione dei volti che assumono nel libro l’amicizia, l’amore, il viaggio, gli effetti del tempo sulla psiche e sul corpo; le classi V, invece, hanno fatto domande di argomento prettamente storico mirate a conoscere il pensiero della scrittrice sui temi essenziali che fondano questo suo ultimo romanzo, capace davvero di chiarire i molteplici fili che, entro un tessuto composito, legano i destini individuali alla Storia che a scuola studiamo sui libri. In un auditorium affollato - che ha visto anche la partecipazione di classi sia del Liceo Psicopedagogico G. Rodari, accompagnati dall’insegnante Anna Paganico e dal Preside Luigi Nespoli, che dell’Istituto Tecnico Gramsci Keynes di Prato con la professoressa Lucia Russo ha aperto l’incontro il Preside dell’Istituto Datini, Professor Roberto Paganelli, seguito dall’intervento del professor Andrea Mazzoni, Assessore alla Cultura del Comune di Prato (foto). Nella mia introduzione ho illustrato le fasi di questo impegnativo, ma gratificante itinerario di lavoro: a quel punto Dacia Maraini è entrata in scena creando un evento indimenticabile.
Carla Lomi
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