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Attivitą scientifica

Nell’ambito del secondo biennio (1999-2001 e 2002-2004) della ricerca finanziata dal MIUR dal titolo “Reti di donne: soggetti, luoghi, nodi d’incontro Europa-America 1890-1950. Per una riscrittura della storia culturale” ho continuato a svolgere un’indagine sulle scrittrici degli anni ’30. Tale ricerca si è già in parte concretizzata nella pubblicazione di una monografia nel 2002 e di due saggi nel 2004. Il contesto generale di riferimento riguarda un’articolata sfera culturale entro la quale si crea un intreccio complesso tra politica e letteratura ad opera di scrittrici apparentemente marginali la cui attività riveste in realtà un’importanza notevole nel periodo 1890-1950.
   Meridel Le Sueur (1900-1996) è, insieme a Josephine Herbst e Tillie Olsen, una delle figure più rappresentative degli anni ’30. Il saggio “Connecting Class, Gender, Genre” illustra come realismo proletario e mito, marxismo e femminismo, reportage e stile lirico, coesistano nell’opera di Le Sueur in una costante e appassionata tensione dialettica.
Nell’ambito dello stesso periodo della ricerca MIUR, “Women in War: immagini della propaganda americana” analizza testi e apparati iconografici in cui orgoglio patriottico, continuità con un passato eroico di lotte, rivisitazione in chiave femminile del mito della frontiera vengono accuratamente veicolati per proporre all’opinione pubblica statunitense un’immagine femminile funzionale a sostenere lo sforzo bellico.
   L’altra linea investigativa, costantemente approfondita, riguarda il multiculturalismo americano e la letteratura delle minoranze etniche e si è concretizzata in numerose pubblicazioni, le ultime delle quali hanno come oggetto la poesia di Joy Harjo (“Joy Harjo’s Poetry: ‘A Journey for Truth, for Justice”, Cambridge Univ. Press, 2005) e i racconti di Simon Ortiz (“Scrivere la voce: la narrativa breve di Simon Ortiz”, Urbino, Quattroventi, 2004). La ricerca nel suo complesso  è focalizzata sull’individuazione e sull’analisi delle specificità tematiche e formali, il rapporto tra oralità e scrittura, le stratificazioni semantico-linguistiche, gli elementi di identificazione col passato ed eventuali punti di sutura e di raccordo con scrittori della cultura dominante.
     Nell’ambito di studi già conclusi o in via di elaborazione, si è recata nel 2003 presso la Minnesota Historical Society di St. Paul per ricerche sui manoscritti di Meridel Le Sueur e nel 2004 presso la University of Arizona di Tucson per seminari sulla Native American Literature.
    E’ stata recentemente inaugurata la collana “Crossroads”, da me diretta per la Quattroventi di Urbino, con un programma editoriale di studi critici e testi in traduzione corredati da articolati saggi introduttivi e apparati filologi-esplicativi, volta a fornire approfondite indagini su scrittori angloamericani le cui opere si inseriscono in un ampio panorama di connessioni e interrelazioni letterarie, culturali, linguistiche, sociali interne alla “mainstream literature” o a quelle del gruppo di appartenenza. Fino a oggi (2003-2007) sono stati pubblicati i seguenti volumi:
Sherman Alexie, Il powwow della fine del mondo, a cura e postfazione di Giorgio Mariani.
Simon J. Ortiz, Uomini sulla luna, a cura e postfazione di Laura Coltelli.
Marina Camboni, H.D. La donna che divenne il suo nome.
Cinzia Biagiotti, Silenzi infranti. La scrittura di Tillie Olsen.
Renata Morresi, Nancy Cunard. America, modernismo, negritudine.
Leslie Marmon Silko. Cerimonia, a cura e postfazione di Laura Coltelli. Introduzione di Sandro Portelli. Traduzione di Viola Marchi.

 

 




 
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